L'uso del microonde aumenta il rischio di cancro?

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L'uso del forno a microonde aumenta il rischio di cancro? Molto spesso nella nostra quotidianità facciamo ricorso a questo fantastico elettrodomestico sia per la semplicità d'uso sia per la velocità con cui possiamo preparare o riscaldare il nostro cibo. Tutte le volte però molti di noi si chiedono se scaldare il cibo nel forno a microonde possa essere meno nutritivo di quello cotto o riscaldato in altro modo. Altri invece si chiedono se l'uso di tale elettrodomestico può aumentare il rischio di cancro. Brevettato nel 1953 dalla Raytheon Manufacturing Company del Massachusetts, in sostanza il forno a microonde funziona grazie ad un generatore di corrente ad alta frequenza, detto magnetron, che trasforma l'elettricità in onde elettromagnetiche. Percy Spencer, ingegnere della Raytheon Manufacturing Company, scopri la potenzialità del magnetron sul cibo quasi per caso: mentre lavorava a contatto con il "tubo" elettronico che aziona i microonde una barretta di cioccolato che aveva in tasca si sciolse. Provò allora a concentrare le radiazioni a microonde su un uovo crudo (che esplose) e infine riuscì a cuocere i popcorn. Ma tecnicamente come agisce il forno a microonde? girando lentamente, una specie di "ventilatore" riflette sulle pareti metalliche e le microonde, che sono un tipo di radiazione a radiofrequenza che attraversano recipienti di qualsiasi tipo senza scaldarli, agiscono direttamente sulle molecole d'acqua contenute nei diversi cibi. Gli atomi di idrogeno e ossigeno che compongono queste molecole cambiano velocemente polarità perché sollecitate dalle onde. Passando dal polo positivo a quello negativo e viceversa si determina un aumento della temperatura interna dei cibi, che porta alla loro velocissima cottura. In poche parole, il forno a microonde scalda il cibo sfruttando l'interazione della materia (in particolare delle particelle di acqua e grassi contenute negli alimenti) con i campi elettromagnetici generati dall'apparecchio. A differenza dei metodi di cottura classici, che scaldano il cibo prima dall’esterno per poi arrivare all’interno, con il microonde spesso si cuoce prima la parte centrale e poi quella più esterna che è più secca. Una volta inquadrato il meccanismo vediamo di capire perché si è diffusa la falsa credenza che il microonde possa aumentare il rischio di ammalarsi. È probabile che il fraintendimento nasca proprio dal termine "radiazione", una categoria a cui anche le microonde appartengono. Non tutte le radiazioni sono però capaci di interagire col DNA provocando gravi mutazioni e quindi tumori. Le radiazioni per essere altamente nocive devono avere abbastanza energia per farlo, una caratteristica comune ai raggi X, gamma e anche ai raggi solari UV, che appartengono alla categoria delle radiazioni ionizzanti, cioè in grado di rimuovere un elettrone da un atomo o una molecola. È proprio la capacità ionizzante, legata all'elevata energia contenuta nella radiazione, a renderla pericolosa per il DNA. Le radiazioni a radiofrequenza a cui appartengono le microonde sono invece a bassa energia e sono di tipo non ionizzante. Hanno abbastanza energia per far vibrare gli atomi all'interno di una molecola, non abbastanza da allontanare un elettrone dal suo legame. Inoltre il cibo scaldato col microonde non è radioattivo perché non viene ionizzato: è esposto a quantità di energia insufficienti a provocare questo fenomeno. Di conseguenza anche gli alimenti cotti o scaldati con questo metodo non influiscono sul rischio di ammalarsi. Infine, il brevetto del forno a microonde come abbiamo accennato inizialmente è piuttosto datato quindi abbiamo alle spalle un numero sufficiente di anni di osservazione per poter affermare che si tratta di un sistema di cottura per cui non si sono evidenziati pericoli per la salute.

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